Progetto di Ricerca Sperimentale “Pet Therapy Psicomotoria e Autismo” in collaborazione con il   Reparto di Neuropsichiatria Infantile dell’Istituto  G. Gaslini di Genova e l’ASL 3 Genova , svoltosi nel biennio 2003/2005 presso l’Istituto David Chiossone di Genova.

Direttore Scientifico Prof.ssa Edvige Veneselli (Direttore Cattedra di Neuropsichiatria Infantile Istituto Gaslini ,Genova), Dott.ssa Daniela Dall’Agata (Responsabile U.O. Disabili della ASL 3 di Genova).
 
Scopo del progetto: verifica ed efficacia del metodo dell’Associazione Italiana Pet Therapy –Terapia Psicomotoria Assistita con Animali® con pazienti affetti da Disturbi Pervasivi dello Sviluppo – Autismo, allo scopo di inserire la terapia tra gli interventi erogati dal Servizio Sanitario Nazionale.

Obiettivi del progetto specifico: ridurre lo stato di isolamento del paziente, ridurre i problemi del comportamento (aggressività, iperattività, oppositività), promuovere attività che aiutano il recupero e l’uso di abilità settoriali (es. l’attenzione), offrire motivazioni che forniscano il mantenimento ed il recupero delle autonomie.

Metodologia di intervento: è stata costituita una equipe multidisciplinare che ha selezionato e monitorato i soggetti inseriti nel progetto di pet therapy psicomotoria (9 bambini); il progetto ha previsto una seduta settimanale della durata di 45 minuti circa, per un totale di  24 mesi.

Il setting è stato strutturato in maniera specifica dall’operatore dell’Associazione Italiana Pet Therapy che svolgeva la terapia psicomotoria assistita con animali. Ogni seduta è stata videoregistrata per il monitoraggio della terapia; luoghi, tempi e modi di svolgimento della terapia sono rimasti costanti nel tempo.

Risultati del progetto: in tutti i soggetti partecipanti  si sono evidenziati miglioramenti circoscritti nelle aree di intervento individuate; l’analisi dei risultati ottenuti evidenzia miglioramenti sia sul piano cognitivo che emotivo-relazionale; la pet therapy psicomotoria si è dimostrata pertanto una efficace terapia complementare, in grado di supportare , integrare e coadiuvare le terapie normalmente effettuate dagli utenti. Si ritiene che il metodo di lavoro adottato, con la progettazione individuale degli obiettivi, verifiche in itinere e utilizzo di strumenti di valutazione, possa rappresentare un valido approccio per la verifica dell’efficacia della Terapia Psicomotoria Assistita con Animali con soggetti affetti da disabilità importante.

Scopo del progetto: Un progetto di pet therapy si ipotizza per utenti disabili di varia natura e gravità per favorire il miglioramento della qualità della vita e degli aspetti di motivazione generali.

Il progetto di pet therapy psicomotoria per alcuni utenti del centro diurno “Falchetti” dell’A.N.F.F.A.S. è stato pensato per la valutazione degli spazi di miglioramento degli individui trattati attraverso questa specifica modalità, andando a lavorare su aree specifiche sulla base di un progetto  strutturato per ogni utente.

Obiettivi del progetto specifico: lavorare sulla rigidità comportamentale e motoria, sull’accettazione della vicinanza e del contatto fisico con il cane, favorire la comunicazione non verbale contestuale, strutturare un’attività intenzionale e di un lavoro in autonomia  per la gestione del cane, sviluppare l’aggancio visivo con il cane e con l’operatore volto a strutturare una comunicazione, sostenere ed incrementare l’attività condivisa, favorire lo scambio affettivo, sostenere la comunicazione verbale in relazione agli aspetti non verbali e renderla funzionale al contesto, favorire attività di grande movimento, strutturare lo scambio affettivo con modalità adeguate.

Metodologia di intervento: attività individuali della durata di 45 minuti circa con cadenza settimanale, per una durata totale di due anni. Le attività sono state svolte sia all’interno del setting specificatamente strutturato che all’esterno nel giardino circostante la struttura. Ogni seduta è stata videoregistrata per il monitoraggio della terapia e per poter mostrare a operatori e medici il lavoro e i miglioramenti ottenuti. Si sono svolte con i terapisti e l’equipe multidisciplinare delle verifiche su più livelli:

1) Diario dell’operatore aggiornato di volta in volta annotando gli aspetti più significativi emersi durante la seduta

2) Una  verifica ogni 6 mesi attraverso la visione del materiale video, raccolto dai terapisti , in presenza del Direttore Medico  e dell’Equipe Gestionale

3) Incontri di restituzione  con  l’equipe gestionale e gli operatori referenti dei ragazzi coinvolti nell’esperienza  svoltasi a fine progetto

 

Risultati del progetto: Attraverso questo progetto è stato possibile evidenziare potenzialità e punti di forza degli utenti  nelle diverse aree (ad esempio quella linguistico-comunicativa,) dando la possibilità di iniziare un percorso riabilitativo specifico (ad esempio un progetto di Comunicazione Aumentativa  per soggetti che non hanno capacità espressive verbali).

Gli obiettivi prefissati all’inizio del progetto sono stati raggiunti, anche per casi più gravi e apparentemente con minor margine di successo, con generalizzazione dei miglioramenti anche al di fuori delle sedute di attività assistita.

Scopo del progetto:  Miglioramento globale della qualità della vita, con specifico intervento nelle aree cognitiva, motoria, relazionale e comunicativa, per il mantenimento delle capacità residue e il rallentamento della degenerazione dovuta alla patologia. L’Alzheimer  è una sindrome a caratteristica progressiva o a stadi, il primo obiettivo è di mantenere le capacità di concentrazione , di coordinamento, di deambulazione e di verbalizzazione.

Metodologia di intervento: i partecipanti sono stati divisi in due gruppi (soggetti in fase intermedia e soggetti in fase avanzata); il progetto prevedeva due incontri al mese con attività in piccolo gruppo da 5 soggetti. Seguendo un piano individualizzato si è lavorato sulla relazione con il cane proponendo giochi semplici in cui il soggetto si sia sentito coinvolto direttamente e da cui ne ha potuto trarre beneficio, stimolando le aree cognitive (memoria, attenzione etc), motoria,comunicativa (con l’operatore, l’animale e tra gli ospiti) e relazionale.

Risultati del progetto: in tutti i soggetti, anche quelli in stadio avanzato, si sono riscontrati piccoli miglioramenti, soprattutto nella coordinazione motoria, negli aspetti cognitivi (memoria ed attenzione), nella comunicazione, relazione e socializzazione. In generale si è contribuito al miglioramento della qualità della vita apportando una situazione di benessere mantenuta anche al di fuori dell’attività assistita con animali.

Scopo del progetto: intervento su adulti pluridisabili (sia fisici sia psicologici e cognitivi) per il  miglioramento della qualità della vita e lavoro specifico delle capacità nelle aree cognitiva, emotivo-comportamentale, relazionale e comunicativa.

Obiettivi del progetto specifico: socializzazione, aspetti comunicativi di interazione, attività condivise e interazione con l’ambiente,  reazione agli stimoli nuovi, capacità cognitive, motorie e comunicative.

Metodologia di intervento: attività individuali e di gruppo per 20 soggetti pluridisabili adulti; il progetto ha previsto che in ogni intervento fossero svolte le attività individuali e, a rotazione, di 3 gruppi, creati sulla base delle caratteristiche patologiche comuni presentate dai soggetti.

Risultati del progetto: miglioramenti negli aspetti di memoria, attenzione e partecipazione attiva alle attività proposte; incrementate le capacità relazionali, comunicative e di socializzazione, con comportamenti maggiormente adeguati al contesto. Migliorati gli aspetti motori e di coordinazione oculo-manuale.

Scopo del progetto: miglioramento della qualità della vita e lavoro specifico delle capacità nelle aree cognitiva, motoria, emotivo-comportamentale, relazionale e comunicativa di ragazzi ed adulti con patologie psichiatriche.

Obiettivi del progetto specifico:  incrementare la partecipazione attiva alle attività proposte, l’adeguatezza comportamentale, migliorare gli aspetti relazionali e affettivi con i cani e con gli operatori, le competenze cognitive e motorie rispetto al lavoro con i cani, aumentare i tempi attentivi (attenzione sostenuta), potenziare la memoria a breve e lungo termine, favorire l’orientamento spazio-temporale attraverso l’organizzazione, la realizzazione e conclusione di un’attività ludica con i cani, incrementare l’autostima attraverso momenti di gestione individuale del cane, favorire l’espressione dell’affettività durante momenti di raccoglimento, ridurre le stereotipie motorie e/o verbali, l’ecolalia immediata e differita, diminuire i comportamenti antisociali, lavorare sugli aspetti relativi alla comunicazione specie-specifica e interspecifica, ridurre l’isolamento e favorire comportamenti adeguati ai vari contesti.

Metodologia di intervento: attività individuali della durata di 30 minuti circa con cadenza bimensile, per una durata totale di 2 anni.

Risultati del progetto: miglioramento degli aspetti comportamentali, comunicativi, delle competenze motorie e cognitive; maggiore adeguatezza negli aspetti emotivo-relazionali e di socializzazione. Sostentamento delle autonomie della vita quotidiana con generalizzazione degli apprendimenti.

Scopo del progetto: Un progetto di pet therapy si ipotizza per utenti adulti  pluridisabili in struttura residenziale per favorire il miglioramento della qualità della vita e degli aspetti di motivazione generali, oltre che per il miglioramento e mantenimento delle aree motoria, cognitiva, comunicativo-relazionale e di socializzazione.

Obiettivi del progetto specifico: miglioramento della socializzazione, degli aspetti comunicativi e di interazione, coinvolgimento in attività condivise e interazione con l’ambiente,  reazione agli stimoli nuovi, sostegno delle capacità cognitive, motorie e comunicative.

Metodologia di intervento: Poiché gli utenti individuati per il progetto non presentano una situazione intellettiva in grado di osservare il comportamento dell’altro e di partecipare ad un lavoro di condivisione dell’esperienza in gruppo, sono stati effettuati trattamenti  individuali, al fine di garantire un’attenzione globale sulla persona e garantire il massimo della partecipazione di tutte le figure impegnate nell’attività. Gli incontri hanno avuto cadenza di una volta al mese per utente della durata di circa 30 minuti. Le attività sono state svolte sia all’interno del setting strutturato che all’esterno nel giardino circostante la struttura.

Risultati del progetto: tutti i soggetti hanno manifestato miglioramenti nelle aree individuate dal progetto, con maggiore adeguatezza comportamentale (riduzione di stereotipie verbali e motorie, minore  presenza di comportamenti inadeguati e maggiore partecipazione attiva); miglioramento di alcune abilità cognitive (memoria, attenzione, tolleranza alla frustrazione, linguaggio e comunicazione) e mantenimento di schemi motori appresi.

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COMUNICAZIONE IMPORTANTE

Si rende noto che l’Associazione Italiana Pet Therapy - Società Cooperativa Sociale, in persona dell’amministratore unico, Sig.ra Alba Castellani,con sede in Silvano D’Orba (Al), Regione Bessica 3,ha assorbito a tutti gli effetti il nome, il logo e le attività svolte dall’omonima Associazione Italiana Pet Therapy (nata come Associazione di Volontariato nel 2002, con Presidente Spartia Piccinno, C.F. 95077820108 e Partita Iva 01621530995), Associazione sospesa nelle sue attività all’apertura della Cooperativa nel luglio 2011. Pertanto le Associazioni declinano ogni responsabilità penale civile e amministrativa per l'operato di...ALTRI, a qualsiasi titolo, non riconosciuti né autorizzatidalla Cooperativa e dall'Associazione Italiana Pet Therapysopra indicata con presidente Spartia Piccinno.

 

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